
Natura, cultura, identità
Le università e l'identità europea
a cura di Giuliano Pancaldi
Bologna Studies in History of Science No 10
CIS, Dipartimento di Filosofia, Università di Bologna, Bologna 2004, 213 pp.
ISBN: 88-900162-3-X Copie disponibili / copies available from: cis@philo.unibo.it.
Il volume raccoglie undici relazioni presentate nel corso di tre seminari tenuti all’Università di Bologna negli anni 2001-2003. I seminari sono stati organizzati con il sostegno della Commissione Europea, Direzione Generale Istruzione e Cultura, e facevano parte di un’iniziativa su “Le università e l’identità culturale europea” cui collaboravano, con Bologna, le università di Heidelberg, Louvain-la-Neuve, Montpellier e Salamanca.
Indice:
Ringraziamenti
Introduzione
Giuliano Pancaldi, L’Europa oltre l’Europa
Natura e cultura
Francesco Cavalli-Sforza, Il popolamento dell’Europa e la ricerca di un’identità: selezione naturale e selezione culturale
Cesare de Seta, Il Grand Tour e il fascino del paesaggio in Italia
Robert Marc Friedman, Politica culturale del paesaggio celeste: riflessioni su nuvole, aurora boreale e identità nordiche
Carla Giovannini, La cultura della natura in città: modelli, stereotipi e problemi concreti
Andrea Segrè, Natura-agricoltura e cultura-coltura in Europa
Scienza e cultura
Silvio Bergia, Natura come ambiente: come si colloca l’altra cultura
Paola Bertucci, Michelangelo Ferraro, Natura, scienza e cultura: alleanza o conflitto? Un sondaggio tra gli studenti dell’Università di Bologna
Kostas Gavroglu, La storia della scienza tra centro e periferia dell’Europa
I dilemmi dell’identità
Alberto Burgio, Forme perverse dell’identità europea: a proposito di razzismo e modernità
Roberto Scazzieri, Varietà di coordinamento e modelli di società civile: schemi di identità europea
Giovanni Giorgini, Natura umana e identità europea: la sfida del neoaristotelismo
Griglie di lettura
Gli autori
Indice dei nomi
Dall’introduzione:
“Le incertezze che accompagnano le origini e la configurazione attuale dell’Europa s’impongono immediatamente a chiunque consulti un atlante, un’enciclopedia o quella miniera di testi antichi e dizionari classici che è accessibile oggi a un tocco di tastiera sulla rete delle reti. L'Europa dunque è:
Una piccola, varia e frastagliata appendice occidentale dell’Eurasia che cominciò a formarsi tre miliardi di anni fa, come la dipingono le scienze della terra?
Oppure la mal conosciuta ma ambita terra di conquista a nord e a ovest del Mediterraneo abitato dai greci che – duemilacinquecento anni fa – per primi introdussero il nome usato oggi per indicare un angolo di mondo dai confini imprecisi?
O, ancora, un nome che indicava forse genericamente la terraferma o forse le regioni su cui soffia l’Euro, il vento di sudest, o magari semplicemente l’occidente, che gli stessi greci contrapponevano all’Asia e alla ‘Libia’, la parte a loro nota dell’Africa?
Incertezze come queste s’impongono alla nostra attenzione a patto, naturalmente, che ci interroghiamo sull’Europa con un atteggiamento disincantato nei confronti delle molte cose che si scrivono a proposito e a sproposito dell’’identità europea’ nell’età dell’Unione Europea e dell’euro. Un’epoca in cui, a quanto pare, l’ansia di dar corpo a una nuova identità politica in aggiunta a quelle locali e nazionali si mescola – con risultati imprevisti e raramente sottoposti a una lucida analisi – con il rimpianto per un mondo in cui l’Europa credeva di occupare il centro e con le frustrazioni derivanti dalla consapevolezza di rappresentare, all’alba del terzo millennio, soltanto una delle molte realtà geopolitiche ed economiche che contano nel pianeta...
E se la ricerca inquieta e senza fine di un’Europa oltre l’Europa fosse il tratto distintivo di quella che – mescolando orgoglio di sé, curiosità per l’altro e ricerca del meglio dovunque si trova – chiamiamo cultura occidentale?”
(G. Pancaldi)
|